Verona, gennaio 2025. La storia è quella di Oreste Ledri, 50 anni, che si è trovato in gravissima difficoltà durante un’escursione a Sant’Anna d’Alfaedo, nel Veronese. L’uomo è scivolato nel Vajo dei Falconi, un canalone impervio, rimanendo bloccato a terra con le gambe immerse nell’acqua gelida.
Le ore passavano e la possibilità di ipotermia diventava sempre più concreta. Con lui, però, c’era il suo inseparabile cane Giulio, che non lo ha mai abbandonato.
L’istinto che salva
Durante la notte, Giulio è rimasto accanto al suo padrone, vegliando su di lui. All’alba, quando il padre di Oreste ha iniziato a cercarlo disperatamente, il cane ha percepito la sua voce. A quel punto ha preso l’iniziativa: si è staccato momentaneamente dal suo padrone e ha raggiunto l’uomo anziano.
Con guaiti e movimenti decisi, ha guidato il padre fino al punto in cui Oreste era riverso a terra, segnalando così la sua posizione.
I soccorsi
Scattato l’allarme, sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco e il Soccorso Alpino, che hanno avviato una complessa operazione di recupero. Un elicottero ha calato con il verricello un tecnico, che ha raggiunto Oreste, lo ha imbragato e issato in sicurezza.
Trasportato in ospedale, l’escursionista è stato stabilizzato: le sue condizioni, pur serie, non erano disperate.
Un legame indissolubile
La storia di Giulio è la prova di quanto i cani sappiano essere protettivi e intuitivi nei confronti dei loro padroni. Senza il suo intervento, le possibilità di ritrovare Oreste in tempo sarebbero state ridotte.
Ancora una volta, i cani si dimostrano non solo compagni fedeli, ma veri e propri “eroi del quotidiano”.
Fonte: Il Dolomiti – Cronaca







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