All’IRCCS Maugeri parte un progetto pilota: due cani addestrati affiancano i pazienti post-ictus per migliorare umore, linguaggio e motivazione.
All’IRCCS Maugeri di Montescano, nel cuore dell’Oltrepò pavese, i cani diventano parte integrante della cura. È iniziato un innovativo progetto pilota di attività assistita dagli animali (AAA) rivolto a pazienti reduci da ictus, con l’obiettivo di ridurre ansia e depressione, stimolare il recupero del linguaggio e rendere più efficace la riabilitazione motoria.
Il programma, sostenuto dal Rotary Club Pavia Ticinum e realizzato in collaborazione con l’associazione Il Biancospino, centro qualificato per gli Interventi Assistiti con Animali (IAA), prevede un ciclo di otto incontri. Protagonisti: due cani addestrati e con idoneità sanitaria, guidati da un coadiutore esperto, che affiancheranno i pazienti due volte a settimana in attività ludiche, relazionali e di accudimento.
Un’équipe multidisciplinare – composta da medico, psicologo, logopedista e infermiere – seguirà da vicino i progressi, valutandoli con strumenti scientifici standardizzati. Un approccio integrato che unisce la medicina tradizionale alla forza del legame uomo-animale.
Perché i cani in ospedale?
Studi recenti hanno confermato come la presenza degli animali, soprattutto nei contesti ospedalieri e riabilitativi, abbia effetti positivi su più fronti. In pazienti con esiti di ictus o con Malattia di Parkinson, gli interventi assistiti con animali hanno dimostrato di aumentare la motivazione all’attività fisica, facilitare il linguaggio in caso di afasia e ridurre significativamente i livelli di ansia e depressione.
“Crediamo fermamente nel contributo stimolante che gli animali possono dare al percorso riabilitativo motorio e cognitivo del paziente fragile – spiega la dott.ssa Chiara Ferretti, responsabile della Riabilitazione Neuromotoria all’IRCCS Maugeri Montescano –. Il loro supporto sensoriale ed emozionale può alleggerire il carico di stress legato al ricovero e rendere la terapia più partecipata”.
Una nuova alleanza per la cura
Il progetto è stato accolto con entusiasmo sia dai pazienti sia dai caregiver, che hanno potuto assistere al primo incontro. Momenti semplici come accarezzare il cane, prendersene cura o giocare insieme hanno avuto un impatto immediato sul tono dell’umore, sulla socializzazione e sulla motivazione a partecipare alle attività di riabilitazione.
“Per chi ha compromesso funzioni fondamentali come il linguaggio o la mobilità – aggiunge la dott.ssa Antonella Mastretti, Direttore Sanitario di IRCCS Maugeri Pavia e Montescano – è essenziale affiancare strategie complementari alle terapie tradizionali. Gli animali, in questo contesto, diventano veri partner terapeutici, capaci di rendere meno faticoso il percorso e più efficace il lavoro di medici e operatori sanitari”.
Un modello replicabile
Il progetto di Montescano segue le linee guida nazionali sugli IAA, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2015, e potrebbe diventare un modello da replicare in altri reparti e strutture sanitarie italiane. La raccolta dei dati e l’analisi dei risultati permetteranno di valutarne l’impatto scientifico, aprendo la strada a una più ampia integrazione della pet therapy in ambito ospedaliero.
Per i pazienti e le famiglie, intanto, è già un segnale concreto: la cura può passare anche attraverso un approccio più umano, dove la vicinanza e l’empatia di un cane fanno la differenza.







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